EVVIVA I CANADESI!!!

… viene rimossa, in quanto si trattava di un ‘fake’ che girava in rete da molto tempo. E pure io… ci sono caduto!

Una donna canadese “pacifista” scrive al proprio Governo lamentandosi di come vengono trattati i terroristi detenuti in Afganistan.

Prometto di porre più attenzione e dedicare più tempo alla veridicità delle informazioni che posto qui sopra. D’altronde, solo chi non fa nulla, non sbaglia MAI! 🙂

 

Riguardo a: paolettopn

Anticonformista, sempre_quarantenne, nato sotto il segno dell'acquario, appassionato di informatica ed elettronica sin dalla tenera età, usa software linux, open-source e oggi si diverte e lavora con le telecomunicazioni l'elettronica e l'informatica. Il resto delle informazioni lo potete trovare sul wiki della Comunità italiana di Ubuntu-it. Ciao, a presto.

5 thoughts on “FAKE- Lettera di una pacifista canadese al proprio Governo

  1. Hanno fatto benissimo.
    Benché anch’Io ritenga che spesso si esagera ci sono circostanze che non permettono di agire in altro modo.
    Mi piacerebbe sapere come la signora ha accolto in casa Amé.

  2. non è che non mi fido… ma puoi pubblicare la fonte da cui l’hai presa visto che non ho trovato nessun riferimento alla tua storia in giro per la rete?

  3. Ciao, come era facile supporre è una bufala (o più precisamente una barzelletta). E comunque è proprio difficile prendere come affidabile il sito http://www.sodahead.com 😉
    Nell’ultimo post aggiunto ieri nel link che tu stesso ha pubblicato (http://blog.libero.it/DiTuttoUnPochino/commenti.php?msgid=10383306) si legge infatti:

    “fabiofabius il 28/07/11 alle 13:05 via WEB
    Divertente, ma è solo una barzelletta. E’ apparsa fin dal 2007 (vedi link http://www.annaqed.com/ar/content/show.aspx?aid=15827) nella sezione “barzellette”. Ne esiste anche la versione statunitense, riferita ai prigionieri di Guantanamo (link http://www.strategypage.com/humor/articles/military_jokes_lark.asp ), sezione “barzellette militari”. Ripeto che la barzelletta è divertente, ma è un atto perlomeno discutibile spacciarla per verità, senza nessun controllo della fonte. Non ci sono più le mezze stagioni, e neanche i giornalisti di un tempo! (nemmeno i mezzi giornalisti..)”

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