Ciao a tutti,

dopo aver scritto il mio precedente post, una mia cara amica ha desiderato farmi avere una sua lettera che ha inviato all’ex presidente del Consiglio, On. Berlusconi, autorizzandomi anche a pubblicarla qui nel mio blog.
Leggetela con attenzione; sono sicuro che ne condividerete il pensiero.

On. Silvio Berlusconi buon giorno,
sono una cittadina italiana, che come tante, è allocchita da quanto sta succedendo in Italia. Vivo da sola,  in una casa pagata da mio padre pensionato, perché non guadagno a sufficienza per far fronte a tutte le spese mensili. Sono senza cucina perché ancora non posso permettermi di acquistarla e mi domando se mai ci riuscirò. Ho il conto in rosso e con qualche debito. Non voglio essere la Cassandra della situazione e ammetto di essere ignorante in materia di economia, solo  questa manovra, a mio avviso,  strozzerà l’Italia a tal punto da non potersi risollevare. Sono indignata, come tutti gli italiani, e a maggior di più per quanto ho letto oggi sul giornale LIBERO. Mentre tutti siamo chiamati a fare sacrifici su sacrifici, con tasse su tasse, la CASTA si è aumentata i compensi.
Ho sempre votato PDL e ho votato per lei solo, andando avanti così, non so proprio cosa e se voterò alle prossime elezioni. RIBELLATEVI invece di assecondare il governo per paura di perdere la poltrona.
Lei, On. Berlusconi, mi è sempre piaciuto e non mi è mai importato della sua vita privata. Faccia sentire la sua voce! Ha ancora un buon seguito solo se questo non avviene, buona parte dell’appoggio svanirà.
Dal mio punto di vista siamo alla vigilia di una nuova rivoluzione francese.
E’ mai possibile che oggi debba essere tassato a momenti anche quello che non si possiede (anche perché ora è impossibile possedere qualcosa)? Questa è una manovra “russa”! E lei è sempre stato contro i comunisti!
Diamo uno schiaffo all’Europa, alla Merkel e c. e usciamocene fuori. Vivremmo sicuramente meglio!
Mi domando come mai la mancanza di una qualche azione. Per un’azienda di proprietà si lotta con le unghie e coi denti per salvarla, non mi sembra si stia facendo così con l’Italia.
Questa notte ascoltavo la radio, e ho sentito alcuni speakers chiedere ai LADRI D’ITALIA di rubare le carte di credito dei politici e molto altro. Anche se in senso ironico penso sia un segnale molto chiaro dello stato d’animo che c’è in giro.
Suggerisco a tutti la lettura de IL PRINCIPE E IL POVERO. Il principe di Galles scambiatosi con un povero si trova a vivere un’esperienza alla quale non è certo preparato, ma poter verificare di persona quali siano le vere condizioni in cui vive la povera gente. Questo è sempre, per coloro che devono governare, una conoscenza utile per prendere decisioni che siano giuste e non danneggino i più poveri.
Grazie per l’attenzione, perdoni lo sfogo, cordialmente
Mirella M.P. Grillo

Riguardo a: paolettopn

Anticonformista, sempre_quarantenne, nato sotto il segno dell’acquario, appassionato di informatica ed elettronica sin dalla tenera età, usa software linux, open-source e oggi si diverte e lavora con le telecomunicazioni l’elettronica e l’informatica.
Il resto delle informazioni lo potete trovare sul wiki della Comunità italiana di Ubuntu-it.
Ciao, a presto.

One thought on “Il coraggio di alzare la testa ed essere Italiani

  1. Condivido.
    Sarebbe ora di svegliarci dal torpore, protestando pacificamente e condividendo il nostro pensiero o rischiamo di scendere negli abissi del “non ritorno”.
    Dobbiamo smettere di fare la parte del gregge di pecore che si indigna ma non fa nulla di concreto per cambiare la situazione.
    Meditate gente, basterebbe una giornata di protesta pacifica senza acquisti di alcun tipo in alcun negozio per “fermare” l’Italia e lanciare un forte messaggio, così come gli autotrasportatori quando devono manifestare il loro dissenso, bloccano le autostrade… In fondo tutto gira intorno ai soldi (I NOSTRI) e se tocchiamo le tasche di chi ci governa – male ormai da anni e peggio che peggio cedendo alle richieste ricattatorie dell'”Unione Europea” (ma quale “unione”???) – e dei banchieri che dettano legge, voglio proprio vedere se non otteniamo nulla, solo che non deve essere un gesto di pochi, ma la volontà di molti, tutti per la verità, perché siamo noi tutti i “piccoli” che facciamo “girare” l’economia…

    Patrizia

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