Ogni volta che acquisto un apparato, che sia nuovo od usato, cerco di fare in modo che tutto funzioni al meglio, anche se è necessario apportare delle piccole modifiche ai circuiti originali.

Seguendo vari siti dedicati alle modifiche e alle migliorie da apportare alle nostre radio analogiche e digitali, ho prestato molta attenzione a quanto descritto nel sito harbeck.dk, di Hans Harbeck, per quanto riguarda la modifica da apportare al caricabatterie del mio apparato radio Tytera MD-390G.

In questo articolo, ho tradotto, quanto ho trovato descritto in questo sito e ho testato personalmente le modifiche da effettuare su questo caricabatterie, per preservare la vita della batteria dell’apparato.

La stessa batteria viene utilizzata anche negli apparati Tytera MD390 – MD390G – MD680 – Retevis RT8 e RT81. Sembrerebbe che il circuito di ricarica presente nei vari caricabatteria sia lo stesso, ma non ho avuto occasione per sincerarmene.

L’apparato Tytera MD 390 viene venduto con alcuni accessori, compreso un carica batterie per la batteria Li-Ion da 8.4 V. Il carica batterie ha nella parte frontale un LED bi-colore, dove il colore ‘rosso’ indica la carica, e il colore ‘verde’ l’avvenuta carica completa dell’accumulatore.
Come indicato dalla targhetta sottostante alla base del caricabatteria, la carica può variare dai 400 mAh ai 450 mAh.
Con un accumulatore Li-Ion da 2.200 mAh (visto come 2 celle  in serie), la ricarica completa dell’accumulatore dovrebbe completarsi in circa 5 ore; ci si attende che il LED cambi di colore entro questo tempo. Ma in realtà ciò non accade, in quanto il LED non diventerà verde entro questo tempo, ma solo successivamente.
Dopo aver rimosso la radio dal caricatore e controllato la tensione direttamente sui terminali di batteria del caricatore, potremo trovare anche 9,3 Volt.
Ooops! Questa è davvero una tensione eccessiva per due celle Li-Ion in serie!

Al fine di garantire una lunga vita agli accumulatori, la tensione per ogni singola cella NON deve mai eccedere i 4.2 Volt. Usare una tensione maggiore non significa applicare una significante carica extra, ma invece significa ridurre la vita della batteria.

Con l’utilizzo del caricatore originale (prima della modifica), l’indicazione di carica (verde / rossa), diventa verde molto prima che la batteria sia completamente carica. Come scritto sopra, il caricabatterie può fornire anche 450 mA di carica, quindi potrebbe essere pericoloso per la vita della  batteria.
Il LED verde di fine carica si accende già quando la corrente è < 160 mA. Normalmente l’indicazione di carica completa avviene quando la corrente scende a 50 mA.
Quindi, utilizzando il caricatore originale di fabbrica, NON LASCIATE MAI LA BATTERIA NEL CARICABATTERIE; rimuovetela immediatamente quando il caricabatterie indicherà la luce verde!

Oppure effettuate questa semplice modifica al caricabatterie, e sia voi che le vostre batterie della radio sarete più tranquilli.
IMPORTANTE: La seguente modifica cambia la tensione di fine carica da 9,25 V a 9,1 V e la soglia della corrente di carica per l’accensione del LED verde a 50 mA. .

Da alcune misurazioni fatte, sembra che la batteria abbia due diodi di protezione tra il terminale di ricarica e la batteria stessa. Questo è il motivo per cui la tensione di uscita del caricabatterie è superiore alla tensione della batteria.
È stato utilizzato questo metodo probabilmente per fare in modo che i terminali di ricarica dell’accumulatore non presentino tensione ai loro capi, durante il normale utilizzo della radio nel palmo della mano.

Procediamo alla semplice modifica del caricatore, come descritto di seguito, al fine di ottenere una tensione massima di uscita di 8.4 V (per due celle in serie).

 

 

La modifica delle resistenze nel circuito

La foto seguente visualizza lo stampato del caricatore lato componenti, comprensivo delle resistenze aggiuntive già installate (foto dell’articolo originale, tradotto).

Il semplice metodo per portare la massima tensione di uscita a 8.4 V è quella di inserire le due resistenze nel circuito, come visualizzato in figura. (saldandole fisicamente sopra ai reofori esistenti degli altri componenti).

  • Il valore della resistenza R1 sostituita a quella originale (a sinistra della foto), è di 1 MOhm, 5% di tolleranza.
    Il valore della resistenza R1 originale (ora rimossa dal circuito) era di 20 kOhm (sul circuito la misura si aggira attorno ai 19,6 kOhm).
  • Il valore della resistenza R4 aggiunta (a destra della foto), è di 33 Ohm, 5% di tolleranza.

Le modifiche apportate sono più facilmente visualizzabili su questo schema elettrico, che vi aiuterà a comprendere meglio il funzionamento dell’intero circuito.

Dopo aver effettuato questa modifica, la batteria pareggerà e fermerà la corrente di carica solo quando sarà completamente carica, facendo in modo che si accenda il LED verde (tra l’altro, è questo ciò che deve fare l’integrato U2 ovvero il LM358D visibile nel circuito, a metà della foto precedente).

Dopo aver apportato questa modifica, quando la tensione della batteria raggiungerà il valore di circa 8,3 Volt, potrebbe capitare che il LED anteriore di indicazione della carica inizi a lampeggiare velocemente tra il colore Rosso e quello Verde (potrebbe assomigliare ad un colore Giallo), fino a quando la batteria sarà completamente carica e il LED diverrà di colore Verde fisso.

 

Visualizzazione di dettaglio del circuito

Vediamo in dettaglio le modifiche apportate al circuito.
Questo è il dettaglio del circuito originale (di fabbrica) del mio caricatore, PRIMA della modifica.

 

Ecco invece il dettaglio dello stampato del caricatore lato componenti, DOPO aver completato la modifica (foto dell’articolo originale).

Noterete che:

  • la resistenza originale R1 (quella a sinistra) è stata tolta dal circuito e sostituita dalla resistenza aggiunta con questa modifica.
  • la resistenza R4 aggiunta, è stata collegata in parallelo alla resistenza R4 originale esistente.

 

Per coloro che avessero la versione TYT-368-CH-V2 del circuito dello stesso carica batterie, eccovi indicato come apportare le modifiche ai componenti del circuito. La disposizione dei componenti è leggermente diversa, ma i valori delle resistenze restano identici.

 

A questo punto non mi resta che augurarvi una buona sperimentazione e modifica del vostro caricabatteria, sperando che quanto indicato possa salvare la vita delle batterie ricaricabili dei vostri apparati Tytera MD 390 – MD390G – MD680 – Retevis RT8 e RT81.

’73 de Paolo IV3BVK

Grazie per aver visitato questo blog, lasciate un vostro commento a questo post...