Ho desiderato condividere con voi questo ottimo articolo scritto da David IK5XMK, che trovate nel sito del Gruppo radio Firenze (GRF).

Per chi già era Radioamatore negli anni ’80, quasi sicuramente avrà provato la trasmissione dati via radio, ovvero il Packet Radio. Inizialmente con una velocità di 1200 baud in VHF/UHF, questo sistema era impiegato per lo scambio di messaggi di testo e brevi file, piccole immagini di schemari radio, con il solo uso della radio e di un PC. In HF si usava ancora il packet con la velocità di 300 baud.
C’erano anche le BBS che, interconnesse fra loro (sempre via radio, con una dorsale in UHF) e raggiungibili tramite una porta in RF per gli utenti (in VHF), formavano un vero network con gestione completa di messaggistica suddivisa in aree tematiche.
L’avvento di Internet disponibile a tutti ha poi reso obsoleto tutto questo mondo, rilegandolo solo ad utilizzi particolari come APRS e Cluster per gli spot HF.

L’utilizzo del Packet Radio avveniva tramite un modem TNC, un dispositivo hardware che, collegato tra il PC e l’apparato ricetrasmittente modulava in FM permettendo lo scambio dei dati fra più stazioni radio in simultanea con il protocollo radioamatoriale AX.25.
Questa gestione ha un senso anche oggi se pensiamo ad esempio ad una situazione dove internet non è raggiungibile e comunque vi è necessità di uno scambio di informazioni tra più punti dislocati nel territorio. Possiamo quindi creare una “maglia radio”, un network in RF, che favorisca l’invio di informazioni, a volte fondamentali.

Potete continuare a leggere l’articolo integrale, selezionando questo link.

’73 de Paolo IV3BVK (K1BVK)

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