È da diverso tempo che attraverso i vari dispositivi fotografici moderni, i nuovi smartphone, le fotocamere semi professionali e professionali, è possibile realizzare ‘automaticamente’ una foto  di tipo HDR direttamente all’interno dello stesso device.

Probabilmente ne avrete già sentito parlare, si tratta delle fotografie HDR (High Dynamic Range).
Per i profani di questa tecnica, il processo HDR consiste nell’effettuare più fotografie (di norma almeno tre…) dello stesso soggetto (possibilmente fortemente contrastato) nella stessa posizione ma con differenti livelli di esposizione. Le fotografie realizzate vengono poi “sommate” informaticamente tra loro, dando luogo ad un’unica foto che sarà il nostro risultato.
Nella pratica ci ritroveremo un’immagine con una quantità e qualità tale di dettagli decisamente superiore a quanto otterremmo con dei singoli scatti, molto più prossima a quanto otteniamo osservando l’immagine reale con i nostri occhi.

Scattiamo quindi una serie di fotografie, possibilmente in formato RAW (per ottenere il massimo risultato fotografico da poter successivamente rielaborare), seguendo il consiglio di usare un cavalletto o un appoggio fisso e variare solamente l’esposizione di qualche stop, in modo da avere alcune foto sottoesposte, alcune esposte correttamente e qualcuna sovraesposta.

NOTA: Questo processo è anche possibile realizzarlo anche in post produzione, alterando volutamente e più volte l’esposizione di una stessa fotografia in formato RAW, precedentemente realizzata con un’esposizione corretta. Per fare questo tipo di lavoro, si può utilizzare l’ottimo programma Darktable.

 

Rielaboriamo gli scatti con GIMP

Ora che abbiamo scattato le foto, seguendo la tecnica precedentemente descritta, le esportiamo sul nostro computer e apriamo il programma che abbiamo scelto per effettuare la conversione di formato. Non tutti i programmi permettono il salvataggio del risultato in un vero formato HDR, cioè a 32 bit per canale. Molti offrono una buona rielaborazione ma poi producono un file a soli 8 bit per canale come il normale JPEG.

GIMP permette l’elaborazione diretta delle immagini in formato RAW per realizzare un’immagine HDR; altrimenti potete trasformare le foto in formato JPEG attraverso i programmi Darkroom, RawTherapee o Rawstudio, per poi elaborarle con GIMP e il suo apposito plugin Explosure Blend, con cui realizzeremo la nostra foto HDR.

 

Installare il filtro Explosure Blend per GIMP

Per ottenere un file HDR con GIMP è necessario installare il suo filtro Explosure Blend.
Per attivare questo filtro è molto semplice; è sufficiente prima scaricare i due file in formato .scm dal link precedente e copiarli dentro alla cartella scripts, presente all’interno della attuale cartella principale .gimp-2.8 .

Da ora in poi, quando avviamo il programma GIMP, all’interno del menu Filtri troveremo anche la voce Explosure Blend, con i relativi sotto menu.

 

Lavorazione della foto HDR

Dal nuovo menu presente in Filtri > Explosure Blend , scegliamo la voce Explosure Blend…
Si aprirà un nuovo menu a pop-up (visualizzato a fianco…) che chiederà di caricare le tre immagini con l’esposizione NormalShort (Dark, sottoesposta) e Long (Bright, sovraesposta).

Anche utilizzando le restanti impostazioni di default presenti nella finestra, otterremo un risultato accettabile, che ci permetterà di recuperare molti dei particolari bruciati e renderà più leggibili alcuni dettagli rimasti altrimenti in ombra.

Provare per credere. Successivamente potrete fare tutte le vostre prove e magari trovare una configurazione a voi più congeniale.

 

Risultato finale della foto HDR

Paesaggio, Valle Licenza CC0 Creative Commons Libera per usi commerciali Attribuzione non richiesta

Questo è un esempio di un buon risultato HDR, ottenuto da ottime immagini di partenza.

Auguro buoni scatti, buona post produzione e buona luce a tutti.

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