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Sistemi radio digitali Multiprotocollo e l’obbligo della registrazione DSTAR

In questi ultimi anni, è capitato di notare (purtroppo anche sui sistemi radio digitali multiprotocollo attivi nella mia Regione FVG…) che diversi Radioamatori non seguano le indicazioni per utilizzare correttamente i sistemi radio, quando utilizzano i vari TG / Room Multiprotocollo digitale.

In questo articolo vi informo delle novità che trovate disponibili sul sito del GRF, con cui collaboro attivamente.
Sul Reflector XLX039 del GRF sono stati attivati gli Smart Group,  per poter collegare direttamente il modulo B (Nazionale) ed i moduli multiprotocollo dalla lettera G alla Z (Regionali), tramite gli hotspot o ponti ripetitori che non hanno nominativo ufficiale (del tipo IRxxxx) e che non sono quindi registrabili sulla rete IRCDDB.
Gli Smart Group (che non sono una novità ma un’implementazione di OpenQuadNet, da alcuni anni) hanno la particolarità di funzionare senza la necessità di agire sulle configurazioni delle NAT (porta 40000). Questa soluzione è molto comoda per i sistemi che sono collegati ad esempio su rete 4G/5G. Funzionano anche sui sistemi che sono bloccati su determinati Reflector (per una decisione del Sysop), ovviamente previa una opportuna configurazione.

Tutte le informazioni di dettaglio sono presenti nell’articolo originale, che potete leggere cliccando sull’immagine sotto riportata.

 

Smart Groups DSTAR sul reflector XLX039

10Dic/19

MMDVM Bridge e l’uso nel multiprotocollo digitale radioamatoriale

L’implementazione del multiprotocollo in ambito radioamatoriale, se andiamo ad utilizzare software open source (codice libero e modificabile) pensati per la comunità radioamatoriale, prevede l’implementazione di programmi diversi tra loro che interagiscono per portare il flusso dati da un sistema all’altro (quindi da un protocollo all’altro).

02Dic/19

Nelle reti radio digitali qualcosa è cambiato

Il titolo proposto racchiude molti significati.
Per prima cosa ricordiamo nuovamente che i sistemi digitali sono dinamici per la loro natura, maggiormente quando si parla di multiprotocollo e interconnessioni tra network, anche con protocolli tra loro concepiti proprio per essere diversi.

Come installare HBLink3 e fare i primi passi per creare un network radio

Questo software viene distribuito con licenza GNU GPL v3, totalmente scritto in Python e già reso compatibile con la versione 3 e permette di acquisire e distribuire flussi DMR in rete Internet con semplicità e risorse limitate (anche se sempre si consiglia di lavorare su server in datacenter).

Una premessa è doverosa: prima di addentrarsi nell’installazione e gestione di questi sistemi è prerogativa la padronanza informatica sui concetti di server, sistema operativo linux, reti e linguaggi di programmazione nonché script di sistema.

Altro fattore importantissimo: il collegamento di questi software verso altri sistemi e reti pre-esistenti può provocare malfunzionamenti alle infrastrutture se non gestito con metodo; e quindi è sempre bene interfacciarsi prima con i sysop e gestori dei network esistenti indicando quello che si sta facendo ed ottenere  il permesso di farlo. Una cosa è la sperimentazione personale, in casa, un’altra è il collegamento verso altri sistemi in funzione continua.

Di seguito, vi invito a leggere l’articolo completo e interessante scritto dall’amico Radioamatore Antonio IU5JAE [iu5jaeATgmail.com],  che trovate sul sito del Gruppo Radio Firenze.

HBLink3 e i primi passi per creare un network radio

 

14Ott/19

NXDN: questo sconosciuto, ma non troppo…

Chi di voi nel realizzare un Hot-Spot usando la distribuzione Linux “Pi-Star” non ha visto nei “modi” disponibili i protocolli NXDN e P25? Io mi sono chiesto da subito chi utilizzasse questi protocolli di comunicazione e cosa avessero di diverso l’uno dall’altro. Mi sono studiato i due protocolli e ho capito che quello più ”accessibile” alla sperimentazione era l’ NXDN. Ma partiamo dall’inizio…..